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La tutela del diritto d’autore e l’impatto dell’Intelligenza Artificiale


La tutela del diritto d’autore e l’impatto dell’Intelligenza Artificiale

Quando parliamo di tutela del diritto d’autore sono sempre più frequenti i dibattiti sull’uso dell’Intelligenza Artificiale. Le nuove e rivoluzionarie prospettive offerte dall’IA ci pongono davanti quesiti estremamente delicati: ad esempio, qual è il limite della creatività intellettuale che contraddistingue l’essere umano dalle macchine? Può l’IA sostituire l’uomo in materia di Proprietà Intellettuale? Le opere generate dall’IA possono o dovrebbero essere soggette a registrazione? O ancora, se un’opera viene generata dall’Intelligenza Artificiale, chi dovrebbe esserne considerato autore?

Nel corso della storia, il diritto d’autore si è sempre mosso di pari passo con lo sviluppo tecnologico. L’Intelligenza Artificiale rappresenta solo l’ultima frontiera che il diritto d’autore si trova a fronteggiare.

Prima di osservare nel dettaglio l’impatto dell’IA sul mondo della Proprietà Intellettuale, capiamo che cos’è il diritto d’autore.

 

tutela del diritto d'autore e copyright

CHE COS’È IL DIRITTO D’AUTORE

Il diritto d’ autore nasce con la creazione stessa dell’opera, quale espressione del lavoro intellettuale ed è per questo che si tratta di un diritto che nasce in capo all’autore per il solo fatto dell’atto creativo.

La legge sul diritto d’autore tutela le «opere dell’ingegno di carattere creativo» che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. La tutela è stata estesa anche ai programmi per elaboratore, alle banche dati e alle creazioni di disegno industriale, presupponendo che siano originali e abbiano carattere creativo.

LA TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE

La tutela del Diritto d’Autore comprende sia i diritti morali relativi alla personalità dell’autore, sia i diritti patrimoniali esclusivi di utilizzazione economica dell’opera.

  • I diritti morali non possono essere ceduti e, anche in caso di cessione dei diritti di utilizzazione economica dell’opera, i diritti morali restano sempre e solo in capo all’autore e possono essere fatti valere dai suoi eredi. I diritti morali riguardano per esempio il diritto alla paternità dell’opera o il diritto al mantenimento dell’integrità dell’opera.
  • I diritti patrimoniali e, cioè, di utilizzazione economica dell’opera, possono essere acquistati, ceduti o trasmessi ad altri soggetti, in tutte le forme e i modi consentiti dalla legge. Durano per tutta la vita dell’autore e fino a 70 anni dopo la sua morte, dopodiché, l’opera cade in pubblico dominio ed è utilizzabile liberamente da chiunque.

Lo sviluppo delle tecnologie dell’Intelligenza Artificiale ha posto gli esperti dinnanzi a nuove sfide riguardanti i limiti di ciò che può essere considerato opera creativa e soggetto a protezione e tutela del Diritto d’Autore.

Per definizione, come riportato, il Diritto d’Autore nasce quale espressione del lavoro intellettuale e protegge opere di ingegno frutto della creatività umana, opere in grado di riflettere la personalità dell’autore attraverso scelte libere, creative e originali di quest’ultimo. Può, quindi, un’opera generata dall’IA essere soggetta a registrazione e tutelata dal copyright?

le opere create dall'IA possono essere tutelate dal copyright?

LE ULTIME DECISIONI SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Le prime sentenze statunitensi relative alla tutela delle opere dell’Intelligenza Artificiale hanno negato la tutela di opere generate dall’IA in quanto prive di creatività intellettuale che distingue l’essere umano dalle macchine.

Su questa scia si sono espresse molte altre sentenze a livello internazionale, affermando che solo l’uomo può essere in grado di esprimersi in modo originale e, di conseguenza, essere creatore e titolare di un’opera.

Nell’ultimo anno, qualcosa è cambiato:

    • Nel luglio 2024, l’Ufficio statunitense del Copyright (U.S. Copyright Office) ha pubblicato la prima parte del rapporto “Copyright and Artificial Intelligence Part 1: Digital Replicas”, relativa al tema delle repliche digitali, appunto.
    • Nel gennaio 2025 è stata pubblicata la seconda parte “Copyright and Artificial Intelligence Part 2: Copyrightability” che afferma parzialmente il riconoscimento di tutela delle opere dell’IA sostenendo che tali opere possano essere soggette a tutela del copyright solo laddove un autore umano abbia determinato sufficienti elementi espressivi.
      Il copyright, cioè, può essere concesso solo se l’attività umana è chiaramente percepibile e l’uso dell’IA è limitato all’assistenza nel processo di creazione.

Il rapporto dell’Ufficio statunitense del Copyright sarà composto da più parti che verranno pubblicate in momenti successivi. Le osservazioni fino ad ora divulgate sono di grande impatto e potrebbero profondamente rivoluzionare l’applicazione della tutela derivante dal diritto d’autore.

 

CONCLUSIONI

Ad oggi, i dibattiti sulla liceità degli strumenti di IA rimangono ancora estremamente controversi e gli ultimi avvenimenti di cronaca relativi al furto di Proprietà Intellettuale fanno riflettere sui potenziali rischi di questi strumenti, ma anche sui possibili vantaggi.

A tal proposito, con l’obiettivo di stabilire uno standard globale per la governance dell’IA, il 10 e 11 febbraio 2025 si è svolta a Parigi l’AI Action Summit  su iniziativa del Presidente Macron. L’incontro ha visto la partecipazione di capi di Stato, organizzazioni internazionali, aziende di ogni entità, ricercatori, artisti e altre comunità sociali interessate e coinvolte a vario titolo.

Quel che è certo, è che il Diritto è rimasto indietro rispetto allo sviluppo tecnologico e che le nuove opportunità offerte dall’IA necessitano di regolamentazione e protezione, a livello globale, per garantire una coesistenza tra tecnologia e uomo.

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